Montenegro
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Unione europea
Fantasie d’allargamento
13 ottobre 20113Dagens Nyheter Stoccolma -
Censimento dei Balcani
La foto di famiglia sarà sfocata
21 gennaio 20112Politika Belgrado -
Balcani
Sono iniziate le grandi pulizie
23 dicembre 20104Monitor Podgorica -
Allargamento
Avanti senza entusiasmo
10 novembre 20101Presseurop -
Montenegro
Un paese per ricchi
26 agosto 2010The New York Times New York -
Balcani
L'ombra dell'Impero ottomano
8 febbraio 20103Globus-Skopje Skopje -
26 gennaio 2010
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Balcani
Benvenuta, Albania
25 novembre 20091The Guardian Londra -
Balcani
La Jugonostalgia ha un futuro
22 ottobre 20091Wprost Varsavia -
Balcani
Il buco nero dei fondi europei
14 ottobre 2009PresseuropTrouw -
3 settembre 2009BH Dani Sarajevo
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31 luglio 20092El País Madrid
Presentando il suo rapporto annuale, il commissario all'allargamento Štefan Füle ha dichiarato che tutto va secondo i piani. Come se l'Ue non fosse in crisi esistenziale e i candidati all'adesione non avessero i loro problemi.
Il censimento voluto da Bruxelles comporta profondi risvolti politici e sociali per i paesi balcanici. A vent'anni dalla guerra, il rischio è di risvegliare tensioni etniche mai risolte.
Nel giro di due settimane i leader di tre paesi dell'ex Jugoslavia sono finiti sotto accusa. È il segno che l'Unione europea ha finalmente smesso di tollerare la corruzione e sostenere personaggi discutibili.
È una specie di pagella dei paesi candidati all'adesione. Ma quest'anno la pubblicazione del rapporto sui loro progressi da parte della Commissione europea, il 9 novembre, è stata vista dalla stampa come un altro segno di stanchezza.
Il piccolo stato balcanico cerca di attirare capitali facendo ponti d'oro agli investitori stranieri e costruendosi una nuova immagine. Ma la corruzione e la scarsa trasparenza dei contratti continuano a preoccupare il resto d'Europa.
Cinque secoli di dominio turco hanno profondamente condizionato la cultura, la cucina, la lingua e persino i gesti dei popoli balcanici. Tanto da influenzarne anche l'atteggiamento nei confronti dell'Unione europea.
Separati dalle guerre degli novanta, i popoli dell'ex Jugoslavia non hanno mai completamente rotto i legami culturali fra di loro. Oggi, spinti dall'Europa, i responsabili politici cominciano anche loro a seguire questa tendenza.
A partire dal 1° gennaio i bosniaci musulmani saranno, insieme ai kosovari, i soli cittadini dell'ex Jugoslavia ad aver bisogno di un visto per entrare nell'Unione. Una misura discriminatoria, osserva il quotidiano di Sarajevo Dani.
L'entusiasmo con cui i Ventisette hanno accolto la domanda di adesione di Reykjavik contrasta con la prudenza – se non ostilità – con cui guardano alle repubbliche ex jugoslave e alla Turchia. L'Unione non si può permettere di privilegiare certi candidati a scapito di altri.