Germania
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Cultura
Antichi resti, nuovo business
8 febbraio 20121Frankfurter Allgemeine Zeitung Francoforte -
8 febbraio 2012Süddeutsche Zeitung Monaco
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Germania-Francia
Merkel vuole salvare la coppia
7 febbraio 2012PresseuropLibération, Le Figaro, Le Monde & altri 2 -
3 febbraio 2012The Economist Londra
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Germania
E va bene, siamo nazisti
3 febbraio 2012264Die Zeit Amburgo -
3 febbraio 20128PresseuropHandelsblatt
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2 febbraio 2012Süddeutsche Zeitung Monaco
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2 febbraio 201214PresseuropLe Monde, Le Figaro, La Croix, Libération
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31 gennaio 2012Le Temps Ginevra
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Consiglio europeo
L’autogol di Angela Merkel
31 gennaio 201214PresseuropDer Tagesspiegel -
Germania-Italia
Rilassatevi, tedeschi
30 gennaio 201223Die Zeit Amburgo -
Eurozona
La Germania occupa il bilancio
30 gennaio 201261PresseuropPúblico, Le Monde, Ta Nea & altri 2 -
Editoriale
Rischia, Angela
27 gennaio 20124Presseurop -
27 gennaio 2012119The Times Londra
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Democrazia
Dieci pensieri su un mondo assurdo
27 gennaio 201224Süddeutsche Zeitung Monaco -
26 gennaio 2012Cicero Berlino
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25 gennaio 201224 heures Losanna
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Euro
La trappola greca
24 gennaio 201214Süddeutsche Zeitung Monaco -
24 gennaio 2012PresseuropDie Tageszeitung
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Eurozona
La spirale del rating
16 gennaio 201263Financial Times Londra -
Eurozona
La Francia in serie B
16 gennaio 201211Le Monde Parigi -
Editoriale
Ménage à trois
13 gennaio 20129Presseurop -
Eurozona
Tra Merkel e Sarkozy spunta Monti
12 gennaio 201255PresseuropDer Spiegel, Frankfurter Allgemeine Zeitung, La Repubblica & altri 2 -
12 gennaio 2012De Groene Amsterdammer Amsterdam
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11 gennaio 201234Die Zeit Amburgo
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Estonia
Da nazisti a eroi della libertà
11 gennaio 2012PresseuropDie Tageszeitung -
9 gennaio 20125PresseuropLa Tribune
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Economia
Le regole valgono per tutti
6 gennaio 201252Die Zeit Amburgo -
Germania
Abitavamo in piazza Lenin
4 gennaio 20124Gazeta Wyborcza Varsavia -
3 gennaio 20122PresseuropHandelsblatt
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Unione europea
2012, l’anno di Cassandra
2 gennaio 201263El País Madrid -
30 dicembre 201124 heures Losanna
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Intervista
L’Europa secondo Andrzej Stasiuk
26 dicembre 201112Wprost Varsavia -
26 dicembre 2011Neues Deutschland Berlino
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23 dicembre 20114PresseuropHandelsblatt
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22 dicembre 2011Liberté Algeri
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19 dicembre 2011
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Xenofobia
I veleni della crisi
14 dicembre 201110La Stampa Torino -
14 dicembre 201121Die Zeit Amburgo
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Transnistria
Sfida tra fantocci
9 dicembre 2011România libera Bucarest -
Consiglio europeo
Una vittoria che costa cara
9 dicembre 201121Die Zeit Amburgo -
Consiglio europeo
L’Unione della paura
9 dicembre 20111PresseuropTo Vima -
Unione europea
Goodbye Britain
9 dicembre 201129PresseuropLe Monde -
8 dicembre 2011The New York Times New York
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Spazio Schengen
I membri tengono ai controlli alle frontiere
8 dicembre 2011PresseuropFinancial Times Deutschland -
Unione europea
Sovranità addio
8 dicembre 201117El País Madrid -
Unione europea
Ordoliberismo per tutti
8 dicembre 20116Libération Parigi -
Portogallo
Un invito a nozze per gli emergenti
6 dicembre 201115Expresso Lisbonne -
Rassegna stampa
Chi li ama li segua
6 dicembre 201121Presseurop -
Francia-Germania
Isteria coniugale
5 dicembre 201127Les Echos Parigi
Lo sfruttamento commerciale dei siti archeologici annunciato dal governo greco ha provocato uno scandalo. Ma in Europa è una pratica ormai diffusa.
A ottanta giorni dal primo turno delle presidenziali francesi, la cancelliera tedesca ha aperto la sua campagna elettorale in favore di Nicolas Sarkozy, suo prezioso alleato in Europa. Una scelta che la stampa sulle due sponde del Reno giudica pericolosa.
L'ascesa del paese al ruolo di superpotenza continentale sta risvegliando antiche paure nel resto d'Europa, e i riferimenti alle macchie nel suo passato si moltiplicano. I tedeschi devono reagire con maturità.
In vista della sua probabile candidatura alla rielezione, il presidente francese ha dichiarato di voler importare alcuni elementi dalle politiche di Berlino. L'obiettivo è avvicinarsi all'immagine di successo della superpotenza europea.
Gli italiani hanno sempre preso in giro il rigore dei tedeschi, ma anche rispettato la loro serietà. Con l'arrivo del serissimo Mario Monti, questo rapporto potrebbe cambiare.
I 130 miliardi del secondo piano di salvataggio per la Grecia in cambio del controllo da parte del commissario europeo al bilancio: secondo la stampa europea la proposta di Berlino, rivelata alla vigilia del Consiglio europeo del 30 gennaio, è l'ennesimo attentato alla sovranità nazionale.
La vera minaccia alla sopravvivenza dell'unione monetaria non sono i debiti dei paesi mediterranei, ma l'intransigenza di Berlino. Il resto d'Europa dovrebbe allearsi per sbarazzarsene.
Ogni giorno l'ideologia dominante ci presenta come normalità la soppressione della democrazia, la svendita dei beni comuni e i soprusi contro la collettività. Dobbiamo ricominciare a porci domande semplici.
Ad Atene la guerra di nervi fra il governo e i creditori privati entra nella fase finale. Per ricevere i suoi 130 miliardi di aiuti, la Grecia deve fornire la prova delle sue riforme. Ma la buona volontà non basta.
Dopo il declassamento di nove paesi della zona euro è evidente che la politica Ue basata su fondi di salvataggio e austerity ha fallito, e con essa i calcoli di Angela Merkel.
Il declassamento del debito francese da parte di Standard & Poor's ha indebolito Nicolas Sarkozy, ma i problemi toccheranno anche a chi gli succederà. E l'Europa è sempre più spaccata tra nord e sud.
Dopo la visita del presidente francese Nikolas Sarkozy del 9 gennaio, l'11 è toccato a Mario Monti recarsi a Berlino per discutere con Angela Merkel. Il premier ha ottenuto il sostegno della cancelliera e un ammorbidimento della posizione tedesca.
Mentre il paese è costretto a enormi sacrifici per evitare la bancarotta, il ministero della difesa continua a spendere miliardi in armamenti. E a guadagnarci sono soprattutto Francia e Germania.
Nelle economie di mercato chi commette un errore deve pagarne le conseguenze. Eppure dall'inizio della crisi del debito le banche hanno ricevuto enormi somme per rimediare ai propri investimenti sbagliati. Una misura ingiusta e immorale che mina le fondamenta del capitalismo.
Ventuno anni dopo la riunificazione molte vie e piazze dell'ex Ddr continuano a portare i grandi nomi del comunismo. Gli ex dissidenti si lamentano, ma le istituzioni sembrano indifferenti.
Il 2011 è stato terribile, ma l’anno appena iniziato rischia di essere ancora peggio. La crisi potrebbe obbligare i 27 a scegliere tra la Grecia e il Regno Unito. E ancora una volta toccherà a Berlino decidere.
Perché tedeschi e polacchi non riescono a spiegarsi? Come riconoscere un polacco? Come aiutare la Germania a guidare l'Ue nel modo giusto? L'eclettico scrittore polacco ci fornisce qualche indizio.
L'omicidio di due senegalesi a Firenze è l'ultima manifestazione dell'odio che cresce in Europa. Dopo la strage di Utøya e le dimostrazioni di forza dell'estrema destra, la tendenza assume contorni sempre più inquietanti.
Dietro la facciata della solidarietà e dell'impegno europeista, ogni paese ha i suoi vizi privati che rifiuta categoricamente di ammettere o affrontare. È proprio l'indulgenza verso queste mancanze che rischia di far sprofondare il progetto europeo.
L'11 dicembre la regione secessionista della Moldavia elegge il suo presidente. Un voto che si inserisce nei giochi tra Russia e Germania su un conflitto bloccato da 20 anni.
Angela Merkel è riuscita a ottenere l'impegno dell'Ue verso la disciplina di bilancio e l'unione fiscale. Ma il suo colpo di mano ha provocato forti tensioni e l'allontanamento del Regno Unito dal nucleo dell'Unione.
L’unione fiscale proposta da Merkel e Sarkozy rappresenterebbe un trasferimento di competenze più grande di quello di Mastricht: la rinuncia degli stati all’autorità sul proprio bilancio. In cambio non otterremmo un’Europa federale, ma un club controllato da Germania e Francia.
L’insistenza di Angela Merkel nel proporre disciplina e sanzioni per la zona euro risponde all’ideologia che ha guidato il miracolo economico tedesco nel dopoguerra: una singolare commistione di rigore politico e liberismo economico.
Per ridurre il proprio debito, il governo portoghese ha dato il via a un vasto programma di privatizzazioni. Brasiliani, cinesi e angolani sono i principali candidati a rilevare le società nazionali.
Il 5 dicembre a Parigi Angela Merkel e Nicolas Sarkozy hanno concordato un piano per salvare l'euro dalla catastrofe. Il presidente francese e la cancelliera tedesca chiedono ai 27 di approvarlo in occasione del vertice Ue dell'8 e 9 dicembre. Ma la stampa europea è piuttosto scettica.
Sempre più spesso i politici francesi si lasciano andare a commenti rabbiosi contro la cancelliera Angela Merkel e la sua insistenza sul rigore. Ma al vertice del 9 dicembre sarà meglio per tutti che l'asse franco-tedesco si presenti ben saldo.