Tunisia
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Energia: Desertec non brilla più
4 aprile 2013423PresseuropDer Spiegel -
Dal Maghreb: L’Europa non fa più sognare
20 giugno 201216612 Slate Afrique Parigi -
Parlamento europeo: Un premio all’ipocrisia
14 dicembre 201129PresseuropEl Mundo -
Pesca: Uno strascico senza fine
31 ottobre 2011119 La Repubblica Roma -
Immigrazione: Il miraggio dell’asilo in Europa
3 agosto 20113148 Süddeutsche Zeitung Monaco -
Energie rinnovabili: Fukushima spinge Desertec
8 giugno 20112302 Le Monde Parigi -
Spagna-Tunisia: La democrazia logora chi ce l’ha
6 giugno 20111913 De Volkskrant Amsterdam -
Diplomazia: Cinque miliardi per le rivoluzioni arabe
26 maggio 201128PresseuropEl País -
Francia: Immigrati, il fiasco della linea dura
3 maggio 2011PresseuropLibération -
Schengen: L’Europa rialza i suoi muri
26 aprile 20111381 Presseurop -
Polonia: Wałęsa insegna la democrazia ai tunisini
14 aprile 2011PresseuropGazeta Wyborcza -
Diritto d’asilo: La politica comune è ancora lontana
6 aprile 201175 Dagens Nyheter Stoccolma -
Chappatte: Cambio di status
4 aprile 201140 Le Temps Ginevra -
Immigrazione: Ventimiglia andata e ritorno
30 marzo 20112332 La Stampa Torino -
Allargamento: La Tunisia merita un posto nell’Ue
30 marzo 20111725PresseuropLibération -
Italia: Lampedusa, Maroni alza la voce
28 marzo 2011PresseuropCorriere della Sera -
Editoriale: Se vince Gheddafi
14 marzo 20111524Presseurop -
Mix&Remix: Benvenuti?
7 marzo 201138 L'Hebdo Losanna -
Ue-Nord Africa: L’esempio di Zapatero
4 marzo 20112202 Le Monde Parigi -
Editoriale: La democrazia è un’ostrica
25 febbraio 201181Presseurop -
Rivolte arabe: Il buon esempio dell’Europa
24 febbraio 20113522 Frankfurter Rundschau Francoforte -
Immigrazione: Lampedusa, un’isola nella tempesta
24 febbraio 2011623 La Stampa Torino -
Ue-Libia: Com'è difficile rompere con Gheddafi
22 febbraio 2011373 Presseurop -
Nord Africa: L'Europa deve preoccuparsi?
21 febbraio 20111631 El País Madrid -
hachfeld: Il guardiano della fortezza Europa
21 febbraio 201153 Neues Deutschland Berlino -
UE- Mondo arabo: Troppo tardi, troppo divisi
17 febbraio 201158 Libération Parigi -
Rivoluzioni arabe: Perché il mondo sarà migliore
17 febbraio 20111PresseuropDie Zeit -
Charb: Arrivano!
16 febbraio 2011100 Charlie Hebdo Parigi -
Nord Africa: Una sfida per la diplomazia europea
15 febbraio 201185 Der Standard Vienna -
Italia: Fuga dopo la rivoluzione
14 febbraio 2011104 La Stampa Torino -
Nord Africa: Il 2011 non è il 1989
10 febbraio 20112513 Lidové noviny Praga -
Medio Oriente: Anche gli arabi amano la libertà
4 febbraio 20115323 Der Standard Vienna -
Stephff: La terra scotta
3 febbraio 201157 The Nation Bangkok -
UE-Egitto: Un’occasione da non perdere
31 gennaio 20111581 Presseurop -
Editoriale: La lezione della Tunisia
21 gennaio 20111611Presseurop -
Nord Africa: Impariamo la lezione della Tunisia
20 gennaio 20111603 Le Monde Parigi -
Tunisia: E i francesi stanno a guardare
18 gennaio 2011711 Presseurop -
Tunisia: Sostegno, non intromissione
17 gennaio 2011111 Frankfurter Allgemeine Zeitung Francoforte -
Ue e Tunisia: Trattare Ben Ali come Lukashenko
14 gennaio 2011621 El País Madrid -
Nord Africa: È anche colpa nostra
10 gennaio 2011207 Le Soir Bruxelles -
Unione per il Mediterraneo: La fine del sogno
23 settembre 201055 El País Madrid -
Religione: Il mito dell'Europa islamica
28 luglio 2009812 The Observer Londra
Dall’altro lato del Mediterraneo la crisi che attraversa la zona euro ha appannato la stella dell’Ue. Sempre più divisa, chiusa in se stessa e in balia di egoismi nazionali, l’Europa ha smesso di rappresentare un modello da seguire, sostituita dalle potenze emergenti.
Nel 2002 l’Unione europea ha proibito l’uso delle spadare per proteggere la fauna mediterranea, pagando ricchi indennizzi ai pescatori. Ma nel sud Italia il bando viene regolarmente aggirato con l’aiuto della mafia.
Di recente 25 migranti sono morti soffocati nella stiva di un'imbarcazione diretta in Italia. La loro tragica fine non è soltanto l'ennesimo episodio della decennale emergenza dei profughi in viaggio verso le coste meridionali dell'Europa, ma fa parte di una precisa strategia di dissuasione nei confronti dei migranti in cerca di asilo politico.
L'ondata di sfiducia nell'energia atomica che attraversa l'Europa favorisce i progetti di sviluppo delle fonti alternative, come l'enorme rete promossa in Nord Africa da un consorzio tedesco.
A Tunisi, dove le rivolte arabe hanno avuto inizio, dei giovani spagnoli manifestano davanti all'ambasciata del loro paese. Una scena paradossale che dimostra il bisogno di una riflessione sul nostro sistema politico.
Dopo le polemiche sul respingimento dei migranti alla frontiera tra Francia e Italia, a Roma Nicolas Sarkozy e Silvio Berlusconi hanno cercato di ricucire con un vertice speciale in cui hanno auspicato la riforma del trattato di libera circolazione.
L'Unione vorrebbe dotarsi di regole comuni sui rifugiati, ma l'avanzata dei partiti xenofobi in diversi paesi membri e l'afflusso di migranti dall'Africa del nord contribuiscono a rendere il dibattito pericolosamente teso.
Dopo la traversata del Mediterraneo e la fuga dai cie italiani, i migranti cercano di entrare in Francia per riabbracciare i parenti e cercare un lavoro. Ma la polizia francese continua a respingerli, e nella cittadina di frontiera si prepara un'altra emergenza.
Con la sua visita a Tunisi e la proposta di stanziare 300 milioni di aiuti, il premier spagnolo è stato il primo leader europeo a mostrare un atteggiamento adeguato di fronte alle rivolte arabe. Il resto dell'Unione dovrebbe adeguarsi al più presto.
Bugiardi, disonesti e spesso irresponsabili, i leader europei non hanno alcuna credibilità quando cercano di sostenere i valori fondanti dell'Unione. Il loro atteggiamento nei confronti del Nord Africa lo dimostra una volta di più.
Finora il mare grosso ha bloccato la maggior parte dei profughi dalla Libia, ma le strutture di accoglienza sono già al limite. Mentre le autorità italiane ed europee continuano a latitare, gli isolano sono sempre più preoccupati.
La sanguinosa repressione delle proteste da parte del regime libico evidenzia ancora una volta l’imbarazzo dell’Europa nei confronti delle rivolte arabe. Stavolta serve una risposta ferma e coordinata.
Terrorismo, immigrazione, economia: l’ondata di rivolte che sta sconvolgendo il mondo arabo presenta diverse incognite per gli interessi europei. Ma la maggior parte di queste preoccupazioni non sembra finora avere trovato fondamento.
Il 16 febbraio Catherine Ashton ha annunciato un aiuto di 258 milioni di euro alla Tunisia. C'è voluto lo sbarco dei migranti tunisini a Lampedusa per convincere l'Ue a muoversi in Nord Africa.
Dopo le rivolte arabe, l'emergenza degli sbarchi a Lampedusa: nei rapporti con l'altra sponda del Mediterraneo l'Ue è sempre colta alla sprovvista. La democratizzazione in Tunisia ed Egitto è un'occasione per rimediare.
Dopo la caduta del regime di Ben Alì migliaia di tunisini sono già sbarcati a Lampedusa. La rete anti-migranti costruita per l'Europa dai dittatori nordafricani rischia di crollare insieme a loro.
Le rivolte in Tunisia ed Egitto sono state paragonate alle sollevazioni anticomuniste in Europa. Ma è una forzatura: nel mondo arabo mancano ancora i presupposti culturali necessari al radicamento della democrazia.
Dopo il ritardo con cui ha risposto alla caduta di Ben Ali in Tunisia, l'Unione sembra paralizzata anche davanti alle rivolte contro Mubarak. Un'incertezza che rischia di costare cara, avverte la stampa europea.
Le promesse di aiuti non bastano: per promuovere la democrazia e rimediare ai suoi errori, l'Europa dovrà rivedere tutta la sua strategia per la sponda sud del Mediterraneo.
Colta di sorpresa dal precipitare della situazione, l'ex potenza coloniale ha reagito in ritardo alla "rivoluzione dei gelsomini". E dopo decenni di tolleranza nei confronti degli abusi del regime voltare pagina non sarà facile.
Dopo aver perso il suo vecchio alleato Ben Ali, l'Europa ha l'occasione di riscattare decenni di politiche discutibili in nord Africa aiutando la nascente demorazia tunisina a resistere ai colpi di coda del regime.
Di fronte alla repressione in Tunisia l’Ue dovrebbe applicare le stesse "sanzioni intelligenti” usate nel 2006 contro il regime bielorusso di Aleksandr Lukashenko, scrive José Ignacio Torreblanca.
Sostenendo regimi corrotti e dittatoriali in cambio della lotta all’immigrazione e all’islamismo, l’Europa ha contribuito a creare le condizioni per i disordini che agitano il maghreb. È il momento di cambiare atteggiamento, scrive Le Soir.
La cooperazione tra i paesi mediterranei sta affondando. Dopo il fallimento del progetto francese, le relazioni bilaterali sembrano l'unica possibilità per lo sviluppo della regione.
Dopo gli attentati di Londra e Madrid, sulla stampa e in rete si è diffusa l'opinione che l'Islam stesse entrando in una fase estremista e violenta. Ma gli allarmismi sull'imminente "islamizzazione" dell'Europa si sono rivelati infondati, scrive l'Observer.