Marocco
-
15 dicembre 2011PresseuropEl País
-
28 novembre 2011Le Journal du jeudi Ouagadougou
-
Energie rinnovabili
Fukushima spinge Desertec
8 giugno 20112Le Monde Parigi -
Diplomazia
Cinque miliardi per le rivoluzioni arabe
26 maggio 2011PresseuropEl País -
Terrorismo
L’eredità di Bin Laden
2 maggio 20112Le Monde Parigi -
Politica di vicinato
Nubi nere sul Mare Nostrum
22 marzo 2011La Repubblica Roma -
7 marzo 2011PresseuropGandul
-
Ue-Libia
Com'è difficile rompere con Gheddafi
22 febbraio 2011Presseurop -
Nord Africa
Impariamo la lezione della Tunisia
20 gennaio 20113Le Monde Parigi -
Nord Africa
È anche colpa nostra
10 gennaio 2011Le Soir Bruxelles -
Sahara occidentale
Rabat interrompe la censura
22 novembre 2010PresseuropEl Mundo -
Immigrazione
L’Europa dietro le sbarre
19 ottobre 20102El País Madrid -
Unione per il Mediterraneo
La fine del sogno
23 settembre 2010El País Madrid -
Spagna-Marocco
Ancora tensioni a Melilla
21 settembre 20104PresseuropEl Periódico de Catalunya -
Spagna-Marocco
La diplomazia monarchica spegne la crisi
12 agosto 2010PresseuropABC -
5 agosto 20106De Volkskrant Amsterdam
-
24 maggio 2010De Volkskrant Amsterdam
-
Ue–Africa del nord
L’altra faccia del Mediterraneo
17 marzo 2010El País Madrid -
Diplomazia
Il Marocco si avvicina
5 marzo 2010PresseuropEl País -
Paesi Bassi
Stato d'emergenza per gli scontri interetnici
5 gennaio 2010PresseuropDe Volkskrant -
Spagna-Marocco
Aminatou torna a casa
18 dicembre 2009PresseuropEl País -
Spagna-Marocco
Uno sciopero poco diplomatico
4 dicembre 2009PresseuropEl País -
Energie rinnovabili
Il sole e i fiumi dell'Africa aiuteranno l'Europa?
25 agosto 2009The Independent Londra -
12 agosto 2009PresseuropDe Morgen
-
Religione
Il mito dell'Europa islamica
28 luglio 20092The Observer Londra -
Cooperazione
Le rive del Mediterraneo, sempre più lontane
13 luglio 20091El País Madrid
L'ondata di sfiducia nell'energia atomica che attraversa l'Europa favorisce i progetti di sviluppo delle fonti alternative, come l'enorme rete promossa in Nord Africa da un consorzio tedesco.
L'uccisione del leader di Al Qaeda è un evento simbolico, ma la sua fine politica era già stata decretata dalle rivoluzioni nel mondo arabo. E le conseguenze delle sue azioni sono destinate a sopravvivergli ancora a lungo.
Ignorato agli esordi della costruzione europea, il Mediterraneo è stato poi oggetto di numerosi tentativi d'integrazione, tutti falliti. Le crisi che stanno incendiando la sponda meridionale dimostrano che è il momento di un nuovo approccio.
La sanguinosa repressione delle proteste da parte del regime libico evidenzia ancora una volta l’imbarazzo dell’Europa nei confronti delle rivolte arabe. Stavolta serve una risposta ferma e coordinata.
Le promesse di aiuti non bastano: per promuovere la democrazia e rimediare ai suoi errori, l'Europa dovrà rivedere tutta la sua strategia per la sponda sud del Mediterraneo.
Sostenendo regimi corrotti e dittatoriali in cambio della lotta all’immigrazione e all’islamismo, l’Europa ha contribuito a creare le condizioni per i disordini che agitano il maghreb. È il momento di cambiare atteggiamento, scrive Le Soir.
Cinque anni dopo gli scontri alle frontiere di Ceuta e Melilla, le due enclave spagnole sono ancora il simbolo della fortezza Europa e del suo ipocrita regime di apartheid migratoria.
La cooperazione tra i paesi mediterranei sta affondando. Dopo il fallimento del progetto francese, le relazioni bilaterali sembrano l'unica possibilità per lo sviluppo della regione.
Rabat considera l’enclave spagnola di Melilla come un territorio occupato e un retaggio del colonialismo. Ma i marocchini che ci vivono e lavorano preferiscono restare aggrappati a questo pezzetto d'Europa che vederlo restituito alla madrepatria.
Negli ultimi anni migliaia di europei si sono trasferiti nell'antica città imperiale. La loro vistosa presenza e il loro potere d'acquisto ne sta cambiando il volto, nel bene e nel male.
Mentre a nord si annaspa nella crisi, i paesi della sponda meridionale danno prova di grande dinamismo. L'Europa ne segue attentamente l'evoluzione e l'accompagna con vari progetti di cooperazione regionale.
Nelle scorse settimane sono stati lanciati due grandi progetti per la produzione di energia. Uno si propone di creare la più grande azienda al mondo per produzione di energia solare, l'altra vuole creare la più grande diga del pianeta per l'energia idroelettrica. Sebbene entrambi i progetti siano collocati in Africa, il loro obiettivo è esportare energia elettrica in Europa. L'Independent valuta i pro e i contro dei due ambiziosi progetti che, secondo molti critici, rievocano i furti di risorse di stampo coloniale.
Dopo gli attentati di Londra e Madrid, sulla stampa e in rete si è diffusa l'opinione che l'Islam stesse entrando in una fase estremista e violenta. Ma gli allarmismi sull'imminente "islamizzazione" dell'Europa si sono rivelati infondati, scrive l'Observer.
L'Unione per il Mediterraneo (Upm), nata a Parigi il 13 luglio 2008, è in fin dei conti solo una rifrittura del processo di Barcellona, che la Spagna contribuì a mettere in piedi nel 1995. Ma le intenzioni di Nicolas Sarkozy erano altre.