Algeria
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Francia
Il massacro dimenticato
17 ottobre 201110Le Monde Parigi -
Diplomazia
Cinque miliardi per le rivoluzioni arabe
26 maggio 2011PresseuropEl País -
Ue-Libia
Com'è difficile rompere con Gheddafi
22 febbraio 2011Presseurop -
Nord Africa
L'Europa deve preoccuparsi?
21 febbraio 20111El País Madrid -
16 febbraio 2011Charlie Hebdo Parigi
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Tunisia
E i francesi stanno a guardare
18 gennaio 20111Presseurop -
Nord Africa
È anche colpa nostra
10 gennaio 2011Le Soir Bruxelles -
Unione per il Mediterraneo
La fine del sogno
23 settembre 2010El País Madrid -
Energie rinnovabili
Il sole e i fiumi dell'Africa aiuteranno l'Europa?
25 agosto 2009The Independent Londra -
Religione
Il mito dell'Europa islamica
28 luglio 20092The Observer Londra -
Cooperazione
Le rive del Mediterraneo, sempre più lontane
13 luglio 20091El País Madrid
Il 17 ottobre 1961 oltre un centinaio di algerini che manifestavano pacificamente a Parigi furono uccisi dalla polizia. Dopo cinquant'anni di menzogne lo stato francese non ha ancora ammesso le sue responsabilità.
La sanguinosa repressione delle proteste da parte del regime libico evidenzia ancora una volta l’imbarazzo dell’Europa nei confronti delle rivolte arabe. Stavolta serve una risposta ferma e coordinata.
Terrorismo, immigrazione, economia: l’ondata di rivolte che sta sconvolgendo il mondo arabo presenta diverse incognite per gli interessi europei. Ma la maggior parte di queste preoccupazioni non sembra finora avere trovato fondamento.
Colta di sorpresa dal precipitare della situazione, l'ex potenza coloniale ha reagito in ritardo alla "rivoluzione dei gelsomini". E dopo decenni di tolleranza nei confronti degli abusi del regime voltare pagina non sarà facile.
Sostenendo regimi corrotti e dittatoriali in cambio della lotta all’immigrazione e all’islamismo, l’Europa ha contribuito a creare le condizioni per i disordini che agitano il maghreb. È il momento di cambiare atteggiamento, scrive Le Soir.
La cooperazione tra i paesi mediterranei sta affondando. Dopo il fallimento del progetto francese, le relazioni bilaterali sembrano l'unica possibilità per lo sviluppo della regione.
Nelle scorse settimane sono stati lanciati due grandi progetti per la produzione di energia. Uno si propone di creare la più grande azienda al mondo per produzione di energia solare, l'altra vuole creare la più grande diga del pianeta per l'energia idroelettrica. Sebbene entrambi i progetti siano collocati in Africa, il loro obiettivo è esportare energia elettrica in Europa. L'Independent valuta i pro e i contro dei due ambiziosi progetti che, secondo molti critici, rievocano i furti di risorse di stampo coloniale.
Dopo gli attentati di Londra e Madrid, sulla stampa e in rete si è diffusa l'opinione che l'Islam stesse entrando in una fase estremista e violenta. Ma gli allarmismi sull'imminente "islamizzazione" dell'Europa si sono rivelati infondati, scrive l'Observer.
L'Unione per il Mediterraneo (Upm), nata a Parigi il 13 luglio 2008, è in fin dei conti solo una rifrittura del processo di Barcellona, che la Spagna contribuì a mettere in piedi nel 1995. Ma le intenzioni di Nicolas Sarkozy erano altre.