In un appello alla solidarietà tra paesi membri pubblicato su De Volkskrant, tre economisti condannano l'atteggiamento da "ufficiale giudiziario" adottato da alcuni paesi, come la Gran Bretagna e i Paesi Bassi, nei confronti dell'Islanda, sommersa dai debiti e incapace di uscire dalla sua difficile situazione. I tre ricordano che "nessun paese è mai riuscito a ripagare un debito di tali dimensioni [e che l'Islanda] non sarà mai in grado di farvi fronte. È un vicolo cieco". I firmatari invitano dunque i paesi creditori a adottare un atteggiamento più pragmatico: in nome della "solidarietà europea" chiedono un "accordo realistico" al fine di "far ripartire la crescita".
Il paragone è con la Germania degli anni Venti: "Come aveva avvertito Keynes, la Germania non poté ripagare i debiti con gli alleati e fu obbligata a chiedere nuovi prestiti, il che contribuì a peggiorare il suo bilancio. Spinti dalla disperazione, i cittadini si gettarono tra le braccia dell'estrema destra. Non possiamo sapere come reagiranno gli islandesi, i baltici e gli ungheresi. Sappiamo solo che siamo tutti responsabili dei debiti dell'economia mondiale e che dobbiamo risolvere il problema tutti insieme".
Sorti vainqueur des élections du 6 mai, le chef de la coalition de la gauche radicale Syriza est l’astre montant de la politique grecque. A trois semaines des législatives du 17 juin, son programme, qui oscille entre pragmatisme et lutte des classes, inquiète de nombreuses capitales européennes.
La crise de la dette nous a contraint à nous intéresser au secret Olympe de la finance mondiale. Mais à présent que nous sommes un peu plus calés en matière d'obligations et de mécanismes de stabilité, il semble que les oracles de l'économie n'en savent pas beaucoup plus.
L’organisation de l’édition 2012 de la grande kermesse pop par l’Azerbaïdjan, loin d’être une démocratie modèle, suscite des réserves en Europe. Et nombreux sont ceux qui, comme ce journaliste estonien, dénoncent la complaisance envers le régime de Bakou.